Quesiti sui generatori di vapore - SAFETY&PED

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PED > Verifiche periodiche


38DOMANDA
Lavoro  con 2 caldaie di 1° (23,5 t/h di vapore) poste nello stesso locale e vorrei chiederle se basta un solo patentato con aiutanti senza patente nella sorveglianza giornaliera o necessitano almeno di 2 fuochisti.

RISPOSTA
Occorre fare riferimento alla autorizzazione ISPESL/INAIL relativa alla centrale termica in merito al numero di conduttori occorrenti. Per gli aiutanti senza patente non saprei cosa dire perchè non so in cosa aiutano. Se eseguono operazioni di conduzioni devono comunque avere la patente.

37DOMANDA
Ho inviato una pratica all'INAIL  Mi è stata bocciata per questi motivi: 1 - sistemi di espansione in posizione non regolamentare in relazione alla modularità del generatore di calore - il tecnico precisa: nello schema di impianto esaminato i dispositivi di controllo, protezione e sicurezza sono rappresentati sulla tubazione che, in base a circolatori e valvole di ritegno, si evince essere quella di mandata. Il vaso di espansione è invece collegato alla tubazione di ritorno al generatore. Ciò è difforme da quanto previsto nella specifica. Nella sua dispensa invece indica che è preferibile inserirli nel ritorno in base UNI 12823/05 2 - Circuito secondario sprovvisto di dispositivi di sicurezza e controllo su impianto con scambiatore temp <110°C: Ho inserito il vaso di espansione sul secondario ma non la valvola di sicurezza in base alla circolare DCC 2.2011, ma non è stata accettata. 3- Non sono descritte le soluzioni progettuali adottate per la protezione dal gelo dei vasi di espansione, delle tubazioni di espansione, dei tubi di sfiato e scarico: ho inserito che l'impianto è in ambiente riscaldato e presidiato . Questo mi risponde il tecnico: La specifica tecnica non precisa che la protezione dal gelo sia riferita ai soli periodi di funzionamento del generatore di calore, forse perché superfluo richiedere una soluzione progettuale in grado di proteggere dal congelamento l’acqua quando questa è calda. E’ infatti comunemente noto che l’acqua congela quando è fredda, cioè quando non c’è una fiamma in grado di riscaldarla ed in particolare quando detta situazione si protrae per un tempo indefinito nelle peggiori condizioni meteo prevedibili in funzione della località di installazione e delle modalità di installazione. E’ per questo motivo che devono essere individuate soluzioni in grado di prevenire il fenomeno quando non ci sia il generatore in f unzione. Le soluzioni che si affidano alla presenza di un sistema di riscaldamento ausiliario coprono solo una parte delle eventualità in cui il fenomeno possa verificarsi. Ad esempio non proteggerebbero l’impianto di un edificio chiuso e lasciato inattivo con sospensione dell’allacciamento al servizio elettrico, ma comunque contenente acqua e pronto a ripartire una volta riallacciato alla rete elettrica. Vedrà che con un piccolo sforzo non sarà difficile comprendere tutto ciò. Una volta individuate le soluzioni, queste devono essere descritte nel progetto... Non si capisce cosa voglia (circuiti tutti glicolati???) .

RISPOSTA
1 - sistemi di espansione in posizione non regolamentare in relazione alla modularità del generatore di calore - il tecnico precisa: nello schema di impianto esaminato i dispositivi di controllo, protezione e sicurezza sono rappresentati sulla tubazione che, in base a circolatori e valvole di ritegno, si evince essere quella di mandata. Il vaso di espansione è invece collegato alla tubazione di ritorno al generatore. Ciò è difforme da quanto previsto nella specifica. Nella sua dispensa invece indica che è preferibile inserirli nel ritorno in base UNI 12823/05

In effetti la norma    UNI EN 12828:2014 a proposito del     Pressurisation systems    dice :"The installation should preferably be on the returnpipe or at the point of the lowest system temperature." Purtroppo , credo per un refuso, nella raccolta R il vaso di espansione è inserito negli accessori da installare sul tubo di mandata. cosa che al più può essere fatto per il vaso di espansione a servizio del generatore e non per i vasi a servizio dell'impianto. Purtroppo alcuni ispettori applicano la raccolta R alla lettera senza se e senza ma e senza porsi il problema di come faranno ad applicare alla lettera  tale norma agli impianti con vaso di espansione aperto.


2 - Circuito secondario sprovvisto di dispositivi di sicurezza e controllo su impianto con scambiatore temp <110°C: Ho inserito il vaso di espansione sul secondario ma non la valvola di sicurezza in base alla circolare DCC 2.2011, ma non è stata accettata.
La circolare 2_2011 non parla di esclusione della valvola di sicurezza ma di non applicazione della raccolta R. lei ha dimostrato  la sicurezza del secondario nella relazione tecnica?


3- Non sono descritte le soluzioni progettuali adottate per la protezione dal gelo dei vasi di espansione, delle tubazioni di espansione, dei tubi di sfiato e scarico: ho inserito che l'impianto è in ambiente riscaldato e presidiato . Questo mi risponde il tecnico: La specifica tecnica non precisa che la protezione dal gelo sia riferita ai soli periodi di funzionamento del generatore di calore, forse perché superfluo richiedere una soluzione progettuale in grado di proteggere dal congelamento l’acqua quando questa è calda. E’ infatti comunemente noto che l’acqua congela quando è fredda, cioè quando non c’è una fiamma in grado di riscaldarla ed in particolare quando detta situazione si protrae per un tempo indefinito nelle peggiori condizioni meteo prevedibili in funzione della località di installazione e delle modalità di installazione. E’ per questo motivo che devono essere individuate soluzioni in grado di prevenire il fenomeno quando non ci sia il generatore in f unzione. Le soluzioni che si affidano alla presenza di un sistema di riscaldamento ausiliario coprono solo una parte delle eventualità in cui il fenomeno possa verificarsi. Ad esempio non proteggerebbero l’impianto di un edificio chiuso e lasciato inattivo con sospensione dell’allacciamento al servizio elettrico, ma comunque contenente acqua e pronto a ripartire una volta riallacciato alla rete elettrica. Vedrà che con un piccolo sforzo non sarà difficile comprendere tutto ciò. Una volta individuate le soluzioni, queste devono essere descritte nel progetto... Non si capisce cosa voglia (circuiti tutti glicolati???) . Mi può aiutare per cortesia?  

Ho l'impressione che è capitato in un ispettore INAIL pignoletto. Purtroppo sostanzialmente ha ragione perchè deve dire in che modo l'ambiente rimane sempre riscaldato. Perchè ha inserito che l'impianto è in ambiente riscaldato e presidiato e non si è limitato a dire che è protetto dal gelo? Tenga presente che più dettagli mette nella relazione tecnica e maggiore è la responsabilità dell'ispettore INAIL che quindi si sente autorizzato a pontificare. Comunque il collegamento vaso-caldaia  deve essere sempre coibentato perchè è pericoloso non farlo (anche in Sicilia) Preveda quindi la coibentazione.


36DOMANDA
La contatto per avere un suo parere sul parere rilasciato da un tecnico INAIL su un progetto da me redatto e presentato. L'impianto prevede tre moduli a condensazione funzionanti in cascata. A valle dei moduli è presente uno scambiatore di calore che separa idraulicamente i circuiti primario (lato caldaie) e secondario (lato impianto).  Evidenzio che le caldaie non raggiungono temperature superiori ai 95°C. Per quanto mi riguarda la parte di impianto soggetta a denuncia e a verifica è solo quella compresa tra generatore e scambiatore (lato primario). La parte secondaria non è soggetta a controllo (essendo la temperatura sul lato primario inferiore a 110°C). Il tecnico INAIL incaricato della verifica mi ha bocciato la pratica in quanto non ho allegato i calcoli di dimensionamento dei vasi sull'impianto secondario (lato impianto). Secondo lei è una richiesta legittima? Chiaramente dovrò denunciare i vasi del lato secondario (essendo di capacità superiore a 50 litri); tuttavia dovrei limitarmi alla denuncia di messa in servizio e non fornire i calcoli con cui gli stessi sono stati dimensionati. Mi viene anche contestato che i due circuiti siano in realtà messi in collegamento tramite la tubazione di carico dell'impianto anche se sia i ritegni che, soprattutto, il disconnettore rendono tale collegamento inesistente.

RISPOSTA
Lei ha commesso due errori: il primo è stato quello di indicare i vasi di espansione sul circuito secondario (non era obbligato a farlo) , l'altro quello di indicare un anello di riempimento (ha sopravvalutato il tecnico INAIL) . Deve quindi ripresentare la pratica con i calcoli di espansione del secondario e  separare i collegamenti di riempimento. La richiesta del calcolo è legittima ma poteva essere richiesta una integrazione senza bocciatura mentre  l'osservazione sul circuito di riempimento è come il film " la  corazzata   Kotiomkin".

35DOMANDA

Sono arrivato al suo sito dopo una lunga ricerca di chiarimenti in merito alla necessità di un conduttore per una caldaia a vapore. Nella fattispecie, in un azienda che da poco seguo come consulente, hanno una caldaia installata con le seguenti caratteristiche: - Producibilità: 430 kg/h; - Potenzialità: 300 kW; - Pressione massima esercizio: 11,76 bar - Portata: 473 L/h. La mia domanda è: è necessario che sia identificato un conduttore che debba svolgere lo specifico corso? Di che livello? E' prevista la possibilità di esonero legata all'esperienza lavorativa? In azienda è presente un manutentore. esperienza ventennale, che ha sempre eseguito le attività di manutenzione, pulizia, riavvio ecc. E' esonerato dal corso.

RISPOSTA
Il generatore è di bassa producibilità e un tempo avrebbe goduto dell esonero ISPESL  dal conduttore abilitato e sarebbe stato sufficiente la presenza del manutentore esperto. Da quando è in vigore la marcatura CE le cose sono cambiate e non c'è più nessuno che possa dare l esonero. Per evitare il conduttore che dovrebbe avere la patente di quarto grado consiglio di leggere attentamente il verbale di impianto fatto dall ispesl ( se a suo  tempo la caldaia è stata denunciata) e soprattutto il libretto di uso e manutenzione. Infatti attualmente per i generatori marcati CE è il fabbricante che decide se è necessario il conduttore abilitato

34DOMANDA
Un consulente per la sicurezza in un’azienda dove funzionano due generatori di vapore a 0,98 Bar con producibilità unitaria di 2000 kg/h insiste che non vi è obbligo di conduttore patentato in base alla UNI TS 11325-3 cosa invece espressamente richiesta dall’INAIL di Padova che in fase di denuncia dell’impianto vuole sia allegata fotocopia del patentino del conduttore. Egli afferma che tale norma è successiva al il Dlgs 151/2015 che riafferma la validità del DM 1 Marzo 1974, il quale a sua volta si rifà al D 824/27 Mi sa dire come posso convincere questo consulente che non esiste più l’esonero il patentino è obbligatorio anche per questo tipo di generatori?

RISPOSTA
A me pare che il consulente per la sicurezza abbia preso un abbaglio forse influenzato da conoscenze nel CTI.. La norma UNI TS 11325-3 definisce le modalità tecniche di sorveglianza dei generatori esclusi alcune tipologie come quello di cui dicesi. Quindi il generatore di cui si parla ha modalità di sorveglianza diverse da quelle prescritte dalla norma  ma la norma non dice  che non è soggetto a sorveglianza, anche se lo avrebbe potuto dire sulla base della circolare del min lav. che allego ma in questo modo avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di fare un esonero generalizzato, cioè trasformare l'esonero in esclusione., Tale circolare   accenna infatti  agli esoneri ma senza precisare chi lo debba dare e il CTI ha fatto come Ponzio Pilato.. L'INAIL di Padova ovviamente ha ragione in quanto non è scritto da nessuna parte che l'esonero lo debba dare l'INAIL e se il generatore non gode di esclusione da parte del fabbricante se marcato CE deve avere il conduttore. Suggerirei di suggerire al consulente di aggiornarsi in merito alla piramide legislativa per meglio autotulerarsi e per meglio tutelare i lavoratori..

33DOMANDA
In un'azienda che lavora 24hsu24h su caldaia da 12t/h.siamo in tre fochisti patentati, uno per turno. Dal primo gennaio i miei colleghi vanno in pensione e rimarrò solo io patentato. Quali responsabilita avrò io ? Dove iniziano le mie responsabilità e dove finiscono ?

RISPOSTA
Le responsabilità del conduttore patentato derivano dai compiti che gli sono affidati durante l'orario di lavoro. Cioè il conduttore non è responsabile del generatore negli orari nei quali non è al lavoro ma delle azioni o delle omissioni fatte durante l'orario di lavoro. Si pone ovviamente il problema delle consegne. A tale scopo è molto utile il registro di centrale nel quale annotare le operazioni fatte, eventuali inconvenienti accaduti, eventuali azioni necessarie nel successivo turno. Se non c'è chi subentra nel turno la responsabilità è del preposto, dirigente o datore di lavoro. Eventualmente in azienda ci fosse il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sarebbe necessario farlo partecipe del problema.

32DOMANDA
Vorrei cortesemente sapere se in presenza di gelo e temperatura esterna molto bassa il livello visivo di vetro del generatore di vapore(38bar)è consigliabile andare a toccare per la sua verifica di funzionamento così come per la prova delle valvole di sicurezza... tale generatore sta all'esterno e sinceramente ho paura che le escursioni termiche facciano criccare i vetri con i relativi problemi.

RISPOSTA
La verifica dei livelli in vetro non va fatta toccando i livelli ma scaricandoli eseguendo la "prova dei livelli". Sicuramente lo stress termico causato da una differenza di temperatura eventuale tra varie zone del vetro potrebbe determinarne la rottura. In caso di livelli circolari il rischio è minore mentre non è da escludersi per i livelli piani però in ogni caso mi appare improbabile in condizioni normali di esercizio.

31DOMANDA
1)nell'ambito del trattamento dell'acqua da inviare ad un generatore di vapore, che cosa è esattamente la defangazione? 2) è possibile che una caldaia non abbia valvole di sicurezza?

RISPOSTA
Il primo quesito è semplice: defangare significa togliere i fanghi, intendendo per fango ogni impurità che può essere presente nell'acqua o per inquinamento o per corrosione o per trattamento chimico dell'acqua stessa.
Il secondo quesito mi lascia basito: oramai pensavo di non meravigliarmi più di niente ma sentire che è ipotizzabile una caldaia senza PSV.........

REPLICA

Il quesito n.2 è stato rivolto ad un candidato in sede di esame per il conseguimento dell’abilitazione alla condotta di generatori di vapore. Io ho sempre sostenuto che non è possibile che non siano presenti sistemi di protezione positiva, ma chi assisteva all’esame ha invece affermato che sì, è possibile non siano presenti, anche se poi non è stato in grado di indicarmi quale sia la norma che lo prevede.


RISPOSTA
Se si tratta di una domanda rivolta all'esame patente   allora posso azzardare una risposta diversa. Credo che l'esaminatore fosse un ingegnere INAIL  patito della PED, la direttiva per gli apparecchi a pressione, che ha introdotto la possibilità di sostituire le valvole di sicurezza "tradizionali" con altri dispositivi, tra i quali i pressostati, che però devono subire una categorizzazione di rischio di quarto livello, la più alta prevista dalla PED. Tali dispositivi garantiscono (in teoria)  la stessa sicurezza della valvole tradizionali e però hanno lo svantaggio, secondo me, di non poter essere tenute sotto controllo  se non attraverso particolari strumentazioni elettromeccaniche di uso non comune. Io comunque non ho mai trovato un generatore di vapore, anche se proveniente dalla Germania che è la nazione che ha fatto introdurre questa novità nella PED, caldaie senza le PSV tradizionali. Comunque se ad un esame di patenti l'esaminatore fa di queste domande merita senz'altro... la bocciatura



30DOMANDA
 
Il mio quesito è il seguente: facendo riferimento alla linea di distribuzione del vapore rappresentato nello schema di seguito riportato, vorrei chiedere un chiarimento circa il criterio di calcolo della portata di scarico delle valvole di sicurezza per vapore “PSV.03” e “PSV.04”.
 
Dette PSV risultano dimensionate come segue:
 
PSV.03: tarata a 3.0 barg ed adibita alla protezione dell’impianto a valle del riduttore di pressione “PRV.01”; la portata di scarico che deve garantire questa PSV è calcola in base al “Kv,max” del PRV (ovvero PRV guasto e bloccato in posizione di completa apertura) al quale viene applicata una pressione di monte pari a 10 barg (taratura dei pressostati di regolazione della caldaia “PT.01”) ed una pressione di valle di 3 barg (ovvero la pressione di taratura della PSV.03);
 
PSV.04: tarata a 1.5 barg ed adibita alla protezione della “UTENZA#01”, avente una Pressione PS=1.5barg; la portata di scarico che deve garantire questa PSV è calcola in base al “Kv,max” del “TCV.01” (ovvero TCV guasta e bloccata in posizione di completa apertura) alla quale viene applicata una pressione di monte pari a 2.8 barg (ovvero massima pressione regolabile a valle del “PRV.01” in base alla tipologia di attuatore pneumatico installato) ed una pressione di valle di 1.5 barg (ovvero la pressione di taratura della PSV.04);
 
 
Questa criterio di calcolo della portata di scarico minima che devono garantire le PSV alla loro pressione di taratura è corretto?
 
In caso negativo, quali sono i valori di pressione di monte e valle da impiegare per il calcolo della portata minima di scarico che devono garantire le PSV alle rispettive pressioni di taratura?
 
 
Di seguito riporto alcune ipotesi alternative per il calcolo delle portate di scarico delle “PSV.03” e “PSV.04” che a mio giudizio possono essere plausibili ma che implicano il fallimento di più di un dispositivo (i.e. PSV, PT) presente nella linea di distribuzione del vapore in oggetto.
 
 
 
 
 
 
 
 
1) PSV.03 \ alternativa 1d1: portata minima di scarico calcolata in base al “Kv,max” di “PRV.01” con pressione di monte pari a 11.7 barg (ovvero taratura di “PSV.01” e “PSV.02”) e pressione di valle pari a 3.0 barg (ovvero taratura di PSV.03);
 
2) PSV.04 \ alternativa 1di3: portata minima di scarico calcolata in base al “Kv,max” di “TCV.01” con pressione di monte pari a 3.0 barg (ovvero taratura di “PSV.03”) e pressione di valle pari a 1.5 barg (ovvero taratura di PSV.04);
 
3) PSV.04 \ alternativa 2di3: portata minima di scarico calcolata in base al “Kv,max” di “TCV.01” con pressione di monte pari a 10.0 barg (ovvero taratura di “PT.01”) e pressione di valle pari a 1.5 barg (ovvero taratura di PSV.04);
 
4) PSV.04 \ alternativa 3di3: portata minima di scarico calcolata in base al “Kv,max” di “TCV.01” con pressione di monte pari a 11.7 barg (ovvero taratura di “PSV.01” e “PSV.02”) e pressione di valle pari a 1.5 barg (ovvero taratura di PSV.04).



RISPOSTA
Se fossi io l'ispettore INAIL mi andrebbe bene il criterio di calcolo adottato che non prevede il doppio guasto contemporaneo che è tecnicamente improbabile. Purtroppo non so dire come la pensa il tecnico INAIL incaricato che potrebbe avere una visione della sicurezza "catastrofica". Quindi per prudenza e per tranquillità adotterei le ipotesi 1- e 2 del doppio guasto Le ipotesi 3 e 4, ancora più "catastrofiche" non sono da prendere in considerazione in quanto "per legge" le PSV non possono fallire

29DOMANDA

Buon giorno volevo porle una domanda sulla necessità o meno della patente di primo o secondo grado per la conduzione dei generatori di vapore. Dalle domande che ho letto e sulle conseguenti risposte, come da mera normativa, sulle produzioni/metri quadri superfici di scambio etc.etc. dei generatori di vapore, la normativa non lascia dubbi. Sul fatto che in numerosi impianti si adotti la soluzione di far accoppiare due caldaie al di sotto delle fatidiche 20T//h anche se con superfici di scambio ben più alte dei canonici 500 metriquadri, si hanno sull' impianto chiaramente la somma della produzione delle due caldaie. Si configura a questo punto una domanda: Nel caso un patentato di 2 grado durante una manovra su di una parte di impianto con la somma delle due caldaie , ( e pertanto sopra le 20 T/h) abbia un infortunio grave, viene coperto dall'INAIL?. Di fatto non sarebbe abilitato! La normativa non contempla questa particolarità
RISPOSTA
Il patentato di secondo grado è abilitato a condurre anche più generatori al di sotto delle 20 t/h in quanto il rischio è collegato alla singola producibilità e non alla somma delle producibilità. Comunque l'assicurazione INAIL copre sempre il lavoratore, anche se non abilitato, formato, addestrato,  purchè la condotta del lavoratore sia stata necessitata dagli ordini ricevuti dal datore di lavoro e non sia stata una arbitraria scelta del lavoratore  ( rischio elettivo  "quello che, estraneo e non attinente alla attività lavorativa, sia dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore, il quale crei ed affronti volutamente, in base a ragioni o ad impulsi personali, una situazione diversa da quella inerente alla attività lavorativa, ponendo così in essere una causa interruttiva di ogni nesso tra lavoro, rischio ed evento" ( Cass. 22.2.2012, n. 2642).). Ovviamente l'INAIL farebbe in tal caso azione di rivalsa verso il datore di lavoro per recuperare le somme elargite al lavoratore.


28DOMANDA

Mi è capitato, in qualità di ispettore d.m. 11.04.2011, di prendere visione di n. 2 generatori di acqua surriscaldata a tubi da fumo, PS = 4,9 bar, Potenzialità 1.300 kW (circa) cadauno. Era presente un conduttore con patente scaduta (2° grado, anno 1979 mai rinnovata !?!). Nel verbale di messa in servizio INAIL (anno 2014) dei generatori (ICI, certificati PED anno 2007), si fa riferimento alla presente di un conduttore "non" abilitato, idoneo e capace. Ora, tenuto a mente quanto prescritto dal D.M. 01.12.1975, secondo cui sarebbe sufficiente la presenza di persona maggiorenne, idonea e capace, salvo i casi in cui trovi applicazione il D.M. 01.03.74.

Ora, nel caso di specie, per potenzialità e pressione non mi sembra ricorrano esenzioni e/o esoneri particolari.

Mi piacerebbe avere una Sua valutazione a riguardo.

RISPOSTA

Non ho capito la frase " Ora, tenuto a mente quanto prescritto dal D.M. 01.12.1975, secondo cui sarebbe sufficiente la presenza di persona maggiorenne, idonea e capace, salvo i casi in cui trovi applicazione il D.M. 01.03.74.".
Comunque considerato che la producibilità di vapore risulta essere 2 t/h e la pressione maggiore di 1 bar occorre il conduttore abilitato salvo che non sia scritto qualcosa di diverso nel libretto di uso e manutenzione. Se non vuoi creare problemi al cliente accetta per fede quanto scritto nel verbale INAIL e riporta sul tuo verbale nelle osservazioni un riferimento al verbale INAIL. Comunque se il conduttore ha la patente scaduta gli costerebbe due marche da bollo più un certificato medico  farsela rinnovare. Il problema è in realtà un altro: il conduttore o la persona maggiorenne devono stare in centrale termica? ma se non è scritto niente sul libretto di uso e manutenzione del costruttore meglio non farsi troppe domande.



27DOMANDA


Vorrei porle una domanda sulla conduzione di un generatore di vapore a 38 bar e verifica valvole di sicurezza. Ogni giorno le valvole di sicurezza dei generatori vengono azionate manualmente in campo con apertura cioè manuale,questo ogni giorno.Ho fatto presente che tale obbligo imposto dal datore possa incorrere a sfarfallamento delle valvole e conseguente interruzione del generatore.Mi sa dire se tale prova è da effettuarsi in maniera giornaliera oppure basterebbe una magari settimanale

RISPOSTA

Il riferimento tecnico è la UNI/TS 11325-3 che dispone che
In centrale termica o in sala controllo deve essere presente copia del manuale uso e manutenzione rilasciato dal fabbricante e/o copia delle procedure o dei manuali operativi predisposti dall’utilizzatore, nelle parti che riguardano l’esercizio, la manutenzione e le prove di tutti i dispositivi, inclusi quelli di sicurezza, regolazione e controllo. Il manuale uso e manutenzione o il manuale operativo dei generatori ......deve stabilire:come provare i dispositivi di sicurezza (per esempio diagrammi logici) e quale è la periodicità di tali prove;

Tale norma non dice niente sulla periodicità di controllo della valvola di  sicurezza ma rimanda appunto al manuale uso e manutenzione rilasciato dal fabbricante o ai  manuali operativi predisposti dall'utilizzatore

Attualmente comunque è possibile richiedere al fabbricante la conduzione  H 72 che risolverebbe il problema eliminando anche la necessità della presenza giornaliera del conduttore..




26DOMANDA


Gentile Ing. Mannelli, il mio quesito è il seguente: nel caso di centrale termica con due generatori di vapore (Ferroli Vapoprex HVP 3000) da 3000 kg/h ciascuno che lavorano in parallelo asservendo lo stesso impianto di utenza basta un conduttore con patentino di 3° grado o occorre il 2° grado?

RISPOSTA

Il grado della patente fa riferimento alla potenza termica del singolo generatore e non della centrale termica. Basta quindi il terzo grad



25DOMANDA


Buongiorno ingegnere  Volevo porle un paio di domande
1 il conduttore e tenuto a verificare il corretto funzionamento delle valvole di sicurezza ( al di fuori del controllo di enti esterni ) e se si a che cadenza periodica deve farlo
2 in caso di problemi sull impianto la responsabilità  e del proprietario ho del conducente patentato che la fa funzionare
Ci sono percaso delle norme o leggi che regolano questi due miei quesiti e se si dove posso trovarle

RISPOSTA

La norma tecnica che regolamenta la conduzione è la UNI/TS 11325-3 che però nulla dice sulla periodicità della verifica della valvola di sicurezza. Sicuramente la valvola di sicurezza deve essere verificata periodicamente dal conduttore secondo quanto scritto nel manuale della valvola.La Besa raccomanda in generale  la verifica settimanale.
Il conduttore patentato risponde di eventuali manovre errate fatte o della mancanza dei controlli e delle manovre necessarie per la sicurezza dell'impianto.Il conduttore che ritiene che la caldaia non possa essere messa in marcia per esito negativo dei controlli non la deve avviare.



24DOMANDA


1) Lavoro presso un impianto di incenerimento costituito da 2 generatori di vapore con le seguenti caratteristiche: produzione 17th di vapore surriscaldato a 37 bar di pressione e 370 gradi di temperatura.La produzione dei due generatori confluisce in uno stesso collettore a monte di una turbina a vapore per produzione di energia elettrica. la superficie di scambio d ciascun generatore è di oltre 600 m2. il quesito che le poniamo è il seguente: quale è a suo parere la patente necessaria per la conduzione di un impianto di questa tipologia? Ci dicono che trattandosi di 2 generatori separati che producono meno di 20 ton/h,anche se la superficie di scambio e superiore ai 500 m 2, basti una patente di 2° grado. E' anche vero pero, che la produzione dei 2 generatori una volta confluita al collettore raggiunge una produzione totale di 34 ton/h.e potrebbe lasciare presumere che sia necessaria una patente di 1° grado.
2) A valle del collettore ci sono 34 ton/h di vapore con le caratteristiche a noi note, che lavorano in una centrale termica su una turbina a vapore ecc. ecc.
Vale sempre la regola del secondo grado relativo al singolo generatore o a valle del collettore su tutto il ciclo termico fino alla condensazione del vapore serve il primo grado trattandosi di 34 ton/h di vapore?
La legge dice che la determinazione del grado della patente dipende dalla produzione / dalla superficie di scambio. Essendo la superficie di ogni singolo generatore oltre 500m2 (lascia presupporre quindi che serva il primo grado) quando è prioritaria la superficie rispetto alla produzione per determinare il grado di patente utile al nostro impianto?per maggiore chiarezza non dovrebbe operare un patentato di primo grado a valle del condensatore?

RISPOSTA

1) La producibilità di vapore da considerare per definire il grado di patente da possedere è realtiva al singolo generatore e non alla somma dei genertaori presenti. basta quindi una patente di 2° grado.
2)No, lo scoppio interesserebbe la caldaia non il condensatore o altra parte dell'impianto. Quindi l'analisi del rischio basato sulla producibilità, atteso che la superficie di riscaldamento nei moderni generatori non è più rilevante, impone un patentato di almeno secondo grado.



23DOMANDA


Buon giorno ingegnere, Sono un fuochista di 2° grado di tre caldaie ognuna con bruciatore da 12000 kw e producibilita 16 th ora ps bollo 15 anno costrizione 2007/8/9 Vorrei sapere se persiste l'obbligo di presidio o presenza continua poiche c'e una disussione con l'azzienda in merito la quale vorrebbe farci fare manutenzioni in locali non attigui ed assentarci per lunghi periodi (piu di 1 ora) Cortesemente nel rispondermi puo inviarmi i link ove trovare la normativa vigente e nel caso far valere le mie ragioni. Puo darmi informazioni sul esonero 12-24-72 e gli eventuali accessori o controlli che le caldaie ed impianti devono avere  P.S dimenticavo sono caldaie a tubi da fumo a 3 giri

RISPOSTA

La normativa è attualmente regolata dalla circolare 2009  del Ministero del Lavoro che allego. In estrema sintesi la situazione è questa:
caldaie non marcate CE: se non è stato rilasciato esonero dalla presenza continua del fuochista nel verbale di primo impianto emesso dall'ISPESL il fuochista deve stare in centrale. Se è stato rilasciato esonero il fuochista può essere adibito ad altre mansioni nei limiti previsti dall' esonero.
caldaie marcate Ce: il fabbricante decide se il fuochista deve essere presente o si può farne a meno per h 12/24/72. Nessuno può entrare nel merito degli accessori installati se non il ministero dello sviluppo economico al quale l'INAIL/ASL  deve fare segnalazione se in sede di verifica  ritiene gli accessori non sufficienti. Comunque allo stato attuale il ministero ancora non ha chiarito quali sono le condizioni minime che il fabbricante deve rispettare anche se il CTI ha emanato una apposita norma tecnica UNI/TS 11325-3  Parte 3: che non si capisce quindi se è obbligatoria.



22DOMANDA


Salve ingegnere,
oggi mi sono accorto che ho il patentino di primo grado scaduto da circa 4 mesi.
Volevo sapere se posso rinnovarlo,la legge cosa dice in merito?
cosa devo fare?
Posseggo il patentino di 1 grado da dicembre 2000 mi serve per lavoro è importante.Possono rifiutarsi di rinnovarlo?cosa mi possono chiedere?

RISPOSTA

Cosa intende per patentino? se intende la patente per la conduzione dei genertori di vapore il rinnovo lo può avere anche se è scaduto presntando il certificato medico necessario, se intende il patentino per impianti di riscaldamento esso non scade a meno che la Regione ove abita  non abbia legiferato diversamente



21DOMANDA


Sono un conduttore di generatori di vapore con patentino di 1° grado e lavoro da circa 5 anni su una caldaia con pressione di bollo a 20 Kg/cm2 e produzione di vapore costante max 40 T/h. Tale caldaia ha 3 bruciatori misti (gas e olio) con relativi piloti e due livelli visivi illuminati sul corpo cilindrico superiore.  Detto ciò, mi può aiutare a trovare gli articoli di legge (se esistono) costituenti la normativa vigente che mi può tutelare nel caso in cui: - i livelli visivi sono entrambi al buoi e/o intercettati. - i piloti sono KO e pretendono ugualmente di accendere i bruciatori in fase di avviamento. Possono "obbligarmi" ugualmente ad avviarla?

RISPOSTA

Accendere un generatore senza avere la possibilità di controllare i livelli dell'acqua e/o con bruciatori in avaria è estremamente pericoloso. Il conduttore patentato ha una responsabilità penale personale e in caso di disastro il fatto che sia stato "costretto" ad accendere potrà essere al più un'attenuante ma non una condizione esimente dalla responsabilità dell'avvenuto disastro.
E' però evidente che se l'ordine di accensione viene dato da un dirigente è difficile opporvisi. Prima del D. Lgs 81/08 l'unica arma del conduttore era il rifiuto di obbedienza. Tale rifiuto poteva essere attivo  con relativa possibilità di licenziamento anche se ingiusto e necessità di adire la magistratura per il reintegro. In alternativa c'era la disobbedienza passiva con  la finzione di non riuscire ad accendere per motivi sconosciuti o l'assenza prolungata  per malattia o il guasto tecnico provocato "ad arte".
Con il D. Lgs 81/08 la situazione è migliorata.
Innanzitutto l'art  Articolo 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente obbliga il datore di lavoro e il dirigente a astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato e di consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute.
Inoltre l' Articolo 20 . Obblighi dei lavoratori obbliga il lavoratore, cioè lei,  a segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze delle attrezzature di lavoro (il generatore) , nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Infine l'Articolo 50 - Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)  dà il potere al rappresentante dei lavoratori di fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.
Se quindi nella sua azienda c'è il rappresentante dei lavoratori faccia ricorso a lui. Se non c'è, cerchi di farsi eleggere dai suoi colleghi lei stesso rappresentante dei lavoratori perchè ho l'impressione che nella sua azienda ci siano criticità gravi in merito alla sicurezza. Ovviamente come conduttore lei stesso potrebbe fare ricorso all'organo di vigilanza telefonando e chiedendo una verifica della caldaia  ma ovviamente si potrebbe esporre a ritorsioni aziendali senza essere coperto dalle guarentigie del D. Lgs 8/08 per il RLS (Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Non può subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali. art. 50)


20DOMANDA


Quali sono le malattie croniche che impediscono il rinnovo del patentino da fuochista,o eventualmente la normale conduzione,e se tra queste c'è la l'ipotiroidismo o malattia di tiroidite di Hashmoto .

RISPOSTA

Il quesito è strettamente sanitario in quanto giuridicamente si parla di  "idoneità psico fisica" e non si fa riferimento a specifiche malattie invalidanti. La malattia segnalata non credo che abbia una qualche rilevanza nell'idoneità psico fisica  .Malattie invalidanti potrebbero essere forte miopia non correggibile, cecità,sordità non correggibile,  gravi handicap motori , forte depressione cioè  quelle malattie che potrebbero impedire al fuochista di vedere o udire i segnali e di intervenire con tempestività in caso di emergenza. Comunque il giudizio, come ho detto è di competenza della struttura che rilascia il certificato alla quale , se necessario, è opportuno far presente quali siano le mansioni del fuochista. che possono comunque essere assimilate a quelle di un automobilista patente B


19DOMANDA


Vorrei sapere come si svolge l' esame di conduttore di generatore di secondo grado!

RISPOSTA

Dipende dalla sede di esame. In alcune sedi anche per il secondo grado fanno fare un esercizio scritto. In altre sedi no. Poi si fanno domande di teoria sui tipi di generatore, sul rendimento termico, sui fumi. sulle acque.. Poi seguono alcune domande pratiche tipo come si fa la prova dei livelli, quando interviene la valvola di sicurezza ecc. In alcune sedi fanno anche una prova in bianco sul generatore facendo fare il riconoscimento degli accessori e la manovra della valvola radice.



18DOMANDA


Perché il calore latente di vaporizzazione diminuisce man mano che aumenta la pressione fino a ridursi a zero alla pressione critica di 225 bar assoluti?


RISPOSTA

Il calore latente di vaporizzazione rappresenta  l'energia da spendere per cambiare lo stato da liquido a vapore.  A temperatura ambiente questi due stati fisici sono molto diversi tra loro. All'aumentare della pressione aumenta la temperatura e lo stato liquido diventa sempre più simile materialmente allo stato vapore fino ad arrivare ala temperatura critica alla quale non c'è più distinzione tra stato liquido e stato vapore. Pertanto l'energia da spendere per la trasformazione liquido vapore è sempre di meno all'aumentare della temperatura fino ad annullarsi .



17DOMANDA


Quale accorgimento tecnico il costruttore di un generatore di vapore adotta per ottenere un titolo del vapore il più alto possibile?
Leggendo i vari testi tecnici,per esempio il Pierini Andreini ,un modo di ottenere il risultato di cui sopra,è l’adozione del riduttore di pressione usato in particolare modo per stabilizzare la pressione del vapore uscente dal generatore con quella richiesta dalle varie utenze.Francamente non riesco a capire il meccanismo tecnico per raggiungere un simile risultato.Il titolo del vapore migliora o peggiora al crescere della pressione del vapore?


RISPOSTA

Il costruttore del generatore usa delle trappole meccaniche (ad esempio una rete) per bloccare il più possibile l'umidità presente nel vapore saturo in uscita dalla caldaia. Per aumentare il titolo l'unica maniera è l'apporto di calore (riscaldamento) per vaporizzare l'umidità . L'aumento di pressione provoca una diminuzione del titolo perchè parte del vapore condensa mentre una diminuzione di pressione provoca una parziale rievaporazione dell'umidità che sfrutta il proprio contenuto termico (temperatura più alta) con aumento del titolo. (ricordiamoci che variando la pressione varia la temperatura del vapore)



16DOMANDA


Ho alcuni quesiti da porLe che possano chiarirmi lacune e dubbi circa il titolo in oggetto.
1:le perdite per irraggiamento sono più elevate quando il generatore è pieno d'acqua o quando il livello stesso è prossimo a quello minimo o più in basso e perchè?

2:la percentuale di incombusti dovuti al CO è più elevata utilizzando quali tipi di combustibili?.

RISPOSTA

Le perdite di irraggiamento dipendono esclusivamente dalla differenza di temperatura tra generatore e ambiente e sono quindi indipendenti dal carico termico e dal contenuto di acqua. Il CO e' massimo per I combustibili solidi ed e ' maggiore per quelli liquidi rispetto a quelli gassosi perche' dipende dslla capacita' di miscelarsi con l aria del combusribile.



15DOMANDA


Salve ho la patente da conduttore di generatori di vapore di 2° scaduta da più 5 anni.
Cosa devo fare per rinnovarla?

RISPOSTA

In generale occorre una domanda alla Direzione Provinciale del Lavoro (ex ispettorato del lavoro) allegando

PATENTE DI ABILITAZIONE IN ORIGINALE;
o CERTIFICATO MEDICO DI IDONEITA’ PSICO - FISICA, ALLA CONDUZIONE DI  GENERATORIDI VAPORE RILASCIATO DAL MEDICO CURANTE O DAL MEDICO  COMPETENTE IN AZIENDA O DA MEDICI ALL’UOPO AUTORIZZATI;
o N. 1 MARCA DA BOLLO da € 14,62;

Alcune direzione richiedono anche
o N. 1 FOTOGRAFIA FORMATO TESSERA, DI DATA RECENTE, FIRMATA SUL DAVANTI;
o EVENTUALE DICHIARAZIONE DI NON CONDUCIBILITA’ DI GENERATORI  VAPORE, A CURA DELL’INTERESSATO O DALLA DITTA DI APPARTENENZA, IN
CASO DI PROLUNGATO PERIODO DI NON VALIDITA’ DELLA PATENTE STESSA.

Conviene informarsi presso la locale sede della direzione provinciale del lavoro



14DOMANDA


salve ingegnere vorrei farle una domanda riguardante alla nuova legge dei conduttori di generatori di vapore che possono lasciare la centrale termica incustodita e abbiamo 1 caldaia da 12 bar possibile una cosa del genere.

RISPOSTA

se sono stati installati gli allarmi e gli automatismi previsti,  il presidio continuo  della centrale termica può essere evitato.




13DOMANDA


-se è possibile vorrei sapere come viene applicata la normativa riguarda l esonero del conduttore piu precisamente come mi devo comportare nel caso l 'azienda attrezzi i generatori per ottenere l esonero cmq il conduttore deve trovarsi nello stabilimento!

RISPOSTA

se si ha l'esonero nell'esonero sono indicate le condizioni per le quali l'esonero è valido, tra cui la eventuale necessità della presenza del conduttore nello stabilimento.




12DOMANDA


Due centrali termiche così composte:
1 centrale
Caldaia a olio diatermico con pot.nominale 2325 kw con scambiatore olio vapore da 3600 kw 10 bar 5000 kg/h superficie riscaldata 47m2 ,e un inceneritore con Potenza nominale di 3500000kcal/h.
Centrale 2
3 caldaie a vaporizzazione diretta Potenza nominale 1396 kw 2000 kg/h vapore volume totale 248 lt superficie riscaldata 27 m2 pressione Max 11 bar, una caldaia per acqua calda con potenzialità focolare 3213 kw 1950 lt contenuto totale 6 bar.
Vorrei sapere se  la conduzione delle due centrali richiede un conduttore patentato oppure sono esenti.

RISPOSTA

1 centrale
Caldaia a olio diatermico con pot.nominale 2325 kw con scambiatore olio vapore da 3600 kw 10 bar 5000 kg/h superficie riscaldata 47m2 ,e un inceneritore con Potenza nominale di 3500000kcal/h.

Non occorre conduttore patentato

Centrale 2
3 caldaie a vaporizzazione diretta Potenza nominale 1396 kw 2000 kg/h vapore volume totale 248 lt superficie riscaldata 27 m2 pressione Max 11 bar,
Occorre conduttore


una caldaia per acqua calda con potenzialità focolare 3213 kw 1950 lt contenuto totale 6 bar,

Non occorre conduttore patentato




11DOMANDA


-dovendo sostituire le valvole di intercettazione del livellostato di una caldaia a tubi da fumo ad inversione di fiamma - Pressione di bollo 12 bar,
si puo' optare per delle valvole PN16 o devono necessariamente essere PN25 (valvola a soffietto KSB in ghisa lamellare BOA-H).

RISPOSTA

PN 25 perchè occorre tenere conto della pressione alla temperatura di 250°C .

Replica

anche se il generatore è a vapore saturo (12 bar relativi - 192 °C)?Inoltre cosa dice la normativa in merito al livellostato di protezione (bassissimo livelllo - blocco bruciatore),  può essere intercettabile oppure no?

Ad esempio le valvole di sicurezza devono essere almeno due e NON intercettabili.

RISPOSTA

la temperatura di parete di un generatore di vapore deve essere assunta in progetto sempre 250°C a meno di diverso parere del costruttore. Il livellostato di bassissimo livello non deve essere intercettabile a meno di diverso parere del costruttore.


10DOMANDA


- la valvole di sicurezza installate sui generatori di vapore devono essere tarate alla pressione di bollo delle caldaie, ma tutte due esattamente alla stessa pressione o a pressione leggermente diverse (per evitare il fenomeno del martellamento?)
- se devo sostitire il manometro su un generatore di vapore, che tipo certificazioni devo richiedere al fornitore? (è ancora in vigore la certificazione ISPESL? E per il certificato di taratura?).Per quanto riguarda il manometro, deve avere il certificato di taratura, rilasciato da apposito ente di taratura (es. ACCREDIA)?

 RISPOSTA

premesso che la taratura delle valvole deve essere fatta secondo quanto previsto dal verbale ISPESL o dal manuale della caldaia è esatto non tararle alla stessa pressione per evitare il martellamento. Il manometro è classificato accessorio a pressione PED e deve essere fornito eventuale certificazione CE.  Non esiste una certificazione ISPESL per i manometri per  pressioni superiori a 0,5 bar. Solo i manometri per le prove devono avere questa taratura oppure i manometri campione che servono per verificare i manometri montati in esercizio,




9DOMANDA

In una centrale termoelettrica da 240MW/t e 120 MW elettrici
Per la legge quanti devono essere i conduttori in turno?
Sempre secondo la normativa i conduttori in turno devono avere tutti la patente di primo grado.

  RISPOSTA

Occorre fare riferimento al verbale rilasciato dall'ente che fa la verifica periodica. Attualmente la legge lascia ampie possibilità di decidere il numero dei conduttori e le ore di conduzione. In ogni caso occorre per il conduttore (non per gli aiutanti) la patente di primo grado.




8DOMANDA

Buongiorno Ing. Mannelli,
ho un quesito in merito a una centrale termica con generatori di vapore (3000 kg/h) aventi pressione di targa di 12 bar. Volendo effettuare un declassamento dei generatori a 0,98 bar, qual è la procedura da adottare e quale la modulistica?

  RISPOSTA

Il declassamento è previsto dal DM 11 aprile 2011 al punto 4.8.2. come conseguenza di una verifica con esito incerto e può essere decisa dal soggetto verificatore abilitato che lo comunica alla ASL  che poi lo comunica all'INAIL. Un declasssamento su richiesta dell'utente non è specificamente prevista. per non imbarcarsi in una richiesta all'INAIL, che, se non accolta solo per motivi di carenza di personale, condurrebbe la pratica in un vicolo cieco,  io farei una richiesta alla ASL di declassamento indicando il nominativo del soggetto abilitato  scelto sfruttando le possibilità ora offerte dal DPR 11_4_2011.

9Domanda

Salve,sono un conduttore di generatori di vapore di 1° grado.da poco sono stato assunto in un' azienda con un contratto CCNL 3° Liv metalmeccanico con mansione termoidraulico.Vorrei dei chiarimenti in merito al mio contratto,visto che la mia mansione non è riscontrata contrattualmente e sopratutto se ho la responsabilità civile.

Risposta

Nel quesito non mi chiarisce se è stato assunto come conduttore di generatore. Presumo di si e che voglia sapere se, come conduttore, ha diritto ad un particolare livello/qualifica e quali siano le sue responsabilità.
Per quanto riguarda il

8Domanda

Salve,sono un conduttore di generatori di vapore di 1° grado.da poco sono stato assunto in un' azienda con un contratto CCNL 3° Liv metalmeccanico con mansione termoidraulico.Vorrei dei chiarimenti in merito al mio contratto,visto che la mia mansione non è riscontrata contrattualmente e sopratutto se ho la responsabilità civile.

Risposta

Nel quesito non mi chiarisce se è stato assunto come conduttore di generatore. Presumo di si e che voglia sapere se, come conduttore, ha diritto ad un particolare livello/qualifica e quali siano le sue responsabilità.
Per quanto riguarda il livello, non so cosa dirle perchè è un quesito da rivolgere ad un sindacato o a un consulente del lavoro in quanto occorre conoscere il CCNL dei metalmeccanici. Infatti la normativa sui conduttori stabilisce quali sono gli obblighi dello stesso ma i diritti discendono dalla declinazione contrattuale e quindi variano  secondo il CCNL.
Per quanto riguarda la responsabilità il conduttore ha una responsabilità penale  nel caso che dal suo comportamento derivino  danni ad altre persone e responsabilità civile verso il proprio datore di lavoro se per sua colpa avvengono danni alla proprietà. Pertanto se il conduttore deve venire meno ai propri doveri di vigilanza sulla caldaia per ordine superiore, tale ordine deve essere dato per iscritto in modo che in caso di incidente si possa escludere l'imperizia, la negligenza,l'imprudenza. Ovviamente se il conduttore ravvisa l'esistenza di un pericolo concreto deve farne a sua volta comunicazione scritta o comunque certa al suo superiore e, se possibile e se non gli è stato diversamente ordinato, prendere nel frattempo ogni provvedimento utile a scongiurare il pericolo.

7Domanda

Un lavoratore  con contratto COCOPRO senza nessuna abilitazione al 37/08 può svolgere la mansione di assitenza, manutenzione, prima accensione di caldaie alimentate a gas?
A quali sanzioni sarebbe esposto se compilasse e firmasse i rapporti di controllo e le analisi di combustione nel caso la mansione affidata fosse irregolare?
Ovviamente l'azienda per la quale lavora ha un responsabile tecnico abilitato

Risposta

Non mi risulta una abilitazione per i lavoratori per la ex legge 46/90 ma solo una abilitazione della ditta la quale poi svolge l'attività sotto la diretta responsabilità del responsabile tecnico. Le certificazioni per le quali occorre la firma del responsabile tecnico sono nulle se firmate da altri. Il tipo di contratto (COCOPRO) non ha alcuna rilevanza per i lavoratori la cui professionalità ed esperienza nelle mansioni deve essere verificata dal datore di lavoro che si assume la responsabilità di tale valutazione.




7Domanda

Un lavoratore  con contratto COCOPRO senza nessuna abilitazione al 37/08 può svolgere la mansione di assitenza, manutenzione, prima accensione di caldaie alimentate a gas?
A quali sanzioni sarebbe esposto se compilasse e firmasse i rapporti di controllo e le analisi di combustione nel caso la mansione affidata fosse irregolare?
Ovviamente l'azienda per la quale lavora ha un responsabile tecnico abilitato

Risposta

Non mi risulta una abilitazione per i lavoratori per la ex legge 46/90 ma solo una abilitazione della ditta la quale poi svolge l'attività sotto la diretta responsabilità del responsabile tecnico. Le certificazioni per le quali occorre la firma del responsabile tecnico sono nulle se firmate da altri. Il tipo di contratto (COCOPRO) non ha alcuna rilevanza per i lavoratori la cui professionalità ed esperienza nelle mansioni deve essere verificata dal datore di lavoro che si assume la responsabilità di tale valutazione.





6 Domanda

Sig. Mannelli ponevo alla sua cortese attenzione il seguente quesito:
Su alcuni bandi di esame per l'ammissione alla prova di esame di conduttore di generatori di vapore per il periodo di tirocinio viene specificato che tale periodo è comprensivo delle giornate di sabato e domenica se l'azienda dove si svolge il tirocinio rilascia una dichiarazione che la lavorazione svolta su tale impianto è a ciclo continuo.
In altri bandi tale specifica non risulta mensionata.
Il mio dubbio nasce :
La condizione di validità per il periodo di tirocinio  effettuato in ciclo continuo è a discrezione della commissione, o esiste una legge specifica?

Risposta

il riferimento è il Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66
"Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003 - Supplemento Ordinario n. 61

Art. 9
Riposi settimanali

1. Il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica."

Quindi , in caso di funzionamento continuo dell'impianto, andrebbero conteggiati, in mancanza di diversi elementi di giudizio, sei giorni  ( e non sette) a settimana utili per il tirocinio. Sarebbe comunque opportuno che la problematica del tirocinio fosse completamente rivista perchè assolutamente obsoleta .

5 Domanda

salve volevo un informazione. volevo capire come si svolge l'esame per conduttori di vapore di 3° grado... devo fare un compito scritto oppure mi fanno delle domande orali?

Risposta

Per il terzo grado non ci sono prove scritte. l'esame orale dovrebbe essere orientato a chiedere solo cose molto  pratiche  e può essere integrato da una visita su una caldaia nella quale viene chiesto di individuare la valvola di sicurezza, il manometro ecc.


4 Domanda

Occorre il fuochista per i generatori di vapore marcati CE secondo la PED?

Risposta

Il Ministero con propria circolare conferma l'obbligo della presenza  ma non l'assistenza continua.


3 Domanda


Occorre il fuochista per i generatori di vapore marcati CE secondo la PED?

Risposta

Il Ministero con propria circolare conferma l'obbligo della presenza  ma non l'assistenza continua.



2 Domanda

Egr. Ingegnere sono in possesso di un patentino per la conduzione di generatori di vapore di 3° grado, però mi è scaduto nel 2007, posso chiedere il rinnovo o devo sostenere di nuovo il tirocinio con conseguente esame?

Risposta

Si, può chiedere il rinnovo senza problemi .Occorre presentare domanda in bollo alla DPl con certificato medico e patente.

Allego facsimile di domanda con specifica certificato




1 Domanda

Qual è l'ente preposto ad elevare la sanzione ad una persona che conduce impianti termici senza possedere il patentino. e quale l'importo da pagare? e' obbligata in solido la ditta presso la quale lavora la persona senza il patentino per condure l'impianto termico?

Risposta

Chi effettua la conduzione di un impianto termico civile di potenza termica nominale superiore a 0.232 MW senza essere munito, ove prescritto, del patentino di cui all’art. 287 D. Lgs. 152/2006 è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da quindici euro a quarantasei euro, alla cui irrogazione provvede l’autorità indicata dalla legge regionale.;
Paradossalmente la ditta presso la quale lavora il personale senza patentino non è direttamente responsabile.









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